mercoledì, febbraio 16, 2005

Le fonti del diritto 3: uno schema generale delle fonti del diritto

L’ ordinamento giuridico come sistema

L’insieme delle norme viene definito anche, come già sappiamo, ordinamento giuridico. La parola “ordinamento” ci suggerisce che deve trattarsi di un insieme ordinato e coerente, nel quale, cioè, nessuna norma può trovarsi in contraddizione con le altre. Per questa ragione i diversi atti normativi sono sistemati all’interno dell’ordinamento giuridico secondo criteri precisi. Se di fatto si verifica un contrasto tra due norme, questi criteri consentono di stabilire quale deve prevalere.

1)Il criterio più importante è quello gerarchico, in base al quale gli atti normativi sono ordinati secondo una scala decrescente di valore, al cui vertice si trova la Costituzione. Ciò significa che la norma contenuta in un determinato atto normativo può essere abrogata (cioè eliminata dall’ordinamento giuridico) soltanto da un atto normativo di grado pari o superiore. Inoltre, se c' è una contraddizione tra due norme, prevale quella contenuta nell’atto normativo di grado superiore.

2) Un secondo criterio è quello cronologico. Se nell’ordinamento viene introdotta una nuova norma che contrasta con una precedente di pari grado, quest’ultima si considera tacitamente abrogata (prevale cioè la norma nuova).

3) Un terzo criterio è, infine, quello della competenza, in base al quale determinate materie possono essere e disciplinate soltanto da particolari atti normativi. Per esempio, poiché il turismo è materia di competenza delle Regioni, neppure il Parlamento può interferire con le regole dettate dalle leggi regionali.

LA GERARCHIA DELLE FONTI

1 – FONTI COSTITUZIONALI

· Costituzione e leggi costituzionali

hanno prevalenza assoluta su ogni altra fonte.

2 – FONTI PRIMARIE

· Leggi ordinarie, Atti aventi forza di legge (Decreti legge, Decreti Legislativi )

Sono subalterne alle precedenti. Le leggi ordinarie e gli atti eventi forza di legge si possono

modificare o abrogare a vicenda.

· Trattati e regolamenti comunitari

sono subalterni solo alla Costituzione e alle leggi regionali.

· Leggi regionali

hanno efficacia solo nella regione che le ha emanate. Hanno competenza speciale sulle materie previste dall’art.117 della Costituzione

3 – FONTI SECONDARIE

· Regolamenti governativi e degli organi della Pubblica Amministrazione

non possono essere contrari alle leggi.

· Regolamenti degli Enti locali

possono essere modificati o abrogati dai regolamenti governativi.

· Consuetudini

sono fonti non scritte poste al fondo della gerarchia delle fonti.

1 -La Costituzione

E’ la norma giuridica fondamentale nel nostro ordinamento.

Si compone di 139 articoli e XVIII disposizioni transitorie e finali, discussi e votati dall’Assemblea Costituente eletta dal popolo il 2 Giugno 1946, dopo la tragica esperienza del Fascismo e della Seconda Guerra Mondiale.

La Costituzione è entrata in vigore il 1/1/1948 e racchiude in sé i valori più preziosi della nostra civiltà giuridica.

Essa parla di legalità, libertà, uguaglianza, solidarietà, democrazia, pluralismo, decentramento del potere, tutela del lavoro, ripudio della guerra, ecc.

Tali valori, frutto della compresenza di ideologie ed esperienze umane diverse, sono tenuti insieme grazie a un lungo e difficile lavoro di sintesi e di compromesso operato da coloro che hanno pensato e costruito la nostra Costituzione.

Non è facile vincolare lo Stato al rispetto della legalità come insegnano gli innumerevoli problemi legati ai servizi segreti deviati; non è agevole coniugare libertà e uguaglianza, decentramento del potere e solidarietà, eppure le forze politiche antifasciste che dettero vita alla Costituzione fecero uno sforzo apprezzabile per restare unite nel loro lavoro, malgrado le profonde differenze culturali, spirituali, ideologiche.

Notevoli difficoltà e resistenze si sono manifestate nel passaggio dalla formulazione all’attuazione della Costituzione. Molti valori proclamati con solennità hanno trovato una realizzazione concreta alquanto tardiva, a volte solo parziale.

Le caratteristiche tecniche della Costituzione

La Costituzione italiana è una costituzione lunga poiché si è ritenuto di dover proteggere con numerose garanzie, il cittadino nei confronti del potere. Una costituzione breve come era lo Statuto Albertino, la precedente carta costituzionale, avrebbe affidato a semplici leggi ordinarie una serie di valori, di principi, di conquiste, permettendo a qualsiasi forza politica di porre in discussione tutti i dettati costituzionali.

Per evitare ciò fu stabilita un’altra misura di salvaguardia: la rigidità che rende modificabile il testo costituzionale solo attraverso uno speciale procedimento rafforzato (Leggi Costituzionali) nel rispetto dei cittadini e dei loro interessi.

Una costituzione flessibile avrebbe invece consentito una facile manomissione delle norme attraverso il procedimento ordinario della formazione della legge (come era successo durante il regime fascista).

LA COSTITUZIONE ITALIANA

Caratteri della Costituzione

· Votata

elaborata dall’Assemblea Costituente eletta dal popolo il 2 Giugno 1946.

· Compromissoria

frutto di collaborazione e accordo fra i vari partiti che rappresentavano diverse ideologie (socialista, liberale, cattolica).

· Lunga

contiene dettagliatamente i vari compiti dello Stato.

· Rigida

può essere modificata solo da Leggi Costituzionali con particolare procedura; nessuna legge ordinaria può essere in contrasto con la Costituzione.

· Democratica

partecipazione attiva del popolo alla vita dello Stato esercitando la sua sovranità.

· Programmatica

Non fissa degli obblighi precisi per il popolo ma fissa dei programmi che gli organi istituzionali devono realizzare attraverso le leggi.

Struttura della Costituzione

· Principi fondamentali (artt. 1- 12)

questi articoli contengono i principi ispiratori di tutta la Costituzione.

· Prima parte

Diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-54) regolano i rapporti fra i cittadini e lo Stato:

rapporti civili, etico sociali, economici e politici

· Seconda parte

Ordinamento della Repubblica (artt. 55- 139) sono indicati gli organi fondamentali dello Stato e le loro competenze.

· Disposizioni finali e transitorie (artt. I- XVIII) norme che hanno consentito il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento.

2 -Le leggi costituzionali

Sono leggi emanate dal Parlamento successivamente all’entrata in vigore della Costituzione .

Sono leggi importanti e delicate emanate per regolare materie su cui la Costituzione stabilisce una riserva di legge, ossia un obbligo per il Parlamento; tale riserva impedisce l’emanazione di semplici leggi ordinarie e costringe il Parlamento a seguire il procedimento speciale previsto per le norme costituzionali.

Le leggi costituzionali sono le uniche che possono integrare o modificare la Costituzione.

Le fonti che seguono sono subordinate alla Costituzione e alle leggi costituzionali perché devono rispettare i principi in esse contenuti. Esse vengono definite fonti primarie.

3 -Le leggi ordinarie

Sono atti normativi emanati dal Parlamento attraverso un procedimento ordinario che porta all’approvazione da parte delle due camere, alla Promulgazione (firma) del Presidente delle Repubblica, alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ed all’entrata in vigore delle Leggi ordinarie.

Vengono anche definite “leggi formali” perché sono approvate secondo le forme espressamente previste dalla Costituzione (Art.70 Cost.)

4 - Atti aventi forza di legge

Gli atti aventi forza di legge; si chiamano anche “leggi materiali” perché sono di provenienza governativa per cui non seguono la normale procedura parlamentare.

Questi atti sono denominati:

· decreto legge

· decreto legislativo

I decreti legge vengono emanati dal Governo in casi di straordinaria necessità ed emergenza (es.: terremoti o altre calamità), entrano subito in vigore ma entro 60 gg. il Parlamento deve convertirli in legge altrimenti perdono efficacia.

I decreti legislativi vengono chiamati anche decreti delegati, vengono emanati dal Governo su delega del Parlamento che, nella Legge di delega stabilisce: i principi, i criteri da seguire, i limiti, l’oggetto su cui il Governo deve legiferare e il tempo entro il quale portare a termine il decreto.

5 - Le leggi regionali

La Costituzione all’art. 117 attribuisce alle Regioni il potere di farsi le proprie leggi (autonomia); ciò è conseguenza del principio fondamentale di riconoscimento delle autonomie locali secondo quanto dice anche l’art. 5: “La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”

La potestà legislativa regionale si estende a tutta una serie di materie eccetto a quelle elencate all’art. 117 e riservate alla potestà legislativa del Parlamento.

Le regioni, attraverso i loro organi legislativi, i Consigli regionali, eletti dai cittadini, emanano norme che hanno lo stesso rango delle leggi ordinarie, degli atti aventi forza di legge e dei trattati e Regolamenti dell’UE.

La Costituzione tuttavia obbliga le Regioni ad attendere che lo Stato, con una propria legge, fissi i principi fondamentali, nei limiti dei quali le regioni potranno esprimersi liberamente.(Legge quadro)

6 - I trattati e i regolamenti comunitari

Sono subordinati alla Costituzione e alle leggi costituzionali.

I regolamenti dell’UE vengono emanati dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, organo deliberante della Comunità europea; tali norme provengono da una fonte esterna all’Ordinamento giuridico statale, ma sono obbligatori e applicabili direttamente all’interno dei Paesi aderenti alla UE senza necessità di alcuna ratifica da parte dei vari Stati.

7 - I regolamenti

Possono essere definiti fonti secondarie del Diritto in quanto sono subordinati alle norme sopra esaminate. Vengono emanati dal Governo e non possono contenere disposizioni contrarie alle fonti primarie.

I regolamenti possono essere:

· regolamenti di esecuzione

contengono norme che spiegano la legge entrando in dettagli che essa non precisa e permettendone la concreta attuazione; sono detti anche regolamenti d’attuazione;

· regolamenti indipendenti

in quanto non esiste alcuna norma primaria da spiegare nei dettagli; tali regolamenti suppliscono a un vuoto legislativo.

I regolamenti locali

Tutte le Regioni sono titolari di potestà regolamentare in quanto, avendo il potere di emanare leggi in certe materie. Una volta emanata la legge regionale occorrerà rendere attuabili tali norme attraverso un regolamento d’esecuzione.

Nelle Regioni a Statuto ordinario i regolamenti sono deliberati dal Consiglio regionale e promulgati dal Presidente della Regione; nelle Regioni a Statuto speciale dipende da quanto previsto dai vari statuti speciali.

I Comuni e le Province hanno potestà regolamentare nelle materie stabilite per legge: possono emanare regolamenti che non contrastino con le leggi o con i regolamenti statali e regionali, sotto il controllo della Regione, tramite il CO.RE.CO. (Comitato Regionale di Controllo).

I regolamenti dei Comuni e delle Province riguardano la finanza locale, l’igiene, la polizia locale, l’edilizia, il funzionamento dei servizi dei quali gli stessi enti pubblici hanno la gestione.

8 – Gli usi le consuetudini

Gli usi o consuetudini si collocano tra le fonti secondarie del diritto. Sono fonti:

· non scritte, in quanto non acquistano validità ed efficacia attraverso l’ imposizione di un atto avente forma scritta come le fonti primarie.

· non statali, non sono prodotte da organi dello Stato.Le consuetudini sono create dai membri di una società in maniera spontanea, senza la consapevolezza che si viene formando una norma giuridica.

La consuetudine è una regola di condotta, osservata costantemente nel tempo da tutta una generalità di soggetti (per esempio in materia di fiere e mercati tradizionali tra allevatori e compratori di bestiame) con la convinzione di obbedire a un imperativo giuridico.

Le consuetudini non possono contrastare con le fonti di grado superiore.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Grazie. Però correggete la formattazione

4:05 PM  

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